Passa ai contenuti principali

Don Chisciotte non era poi così pazzo.

Ho sentito storie di un uomo che andava errando, e tutti gli davano del pazzo. Sarà questo che succede agli uomini che inseguono i loro sogni. Che succede quando ognuno di noi si stabilisce un obiettivo e cerca di raggiungerlo?
A volte si perdono di vista alcune cose; altre se ne coglie perfettamente l'importanza. Correre e combattere contro un mulino sembra folle. In realtà rappresenta molto di più. Voi avreste il coraggio di perseverare sui vostri sogni, anche se intono a voi si alzano schiere di persone che vi chiamano folli?
Vorrei scrivere molto di più, e con molti più significati. In questo momento non trovo le parole.

Per ora, mi sento un po' come lui. Non so contro cosa combatto; ma conosco l'obiettivo.

"E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra, 
cavalier senza paura di una solitaria guerra"
...
"Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha""



Post popolari in questo blog

Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Io e l'alzheimer

Anche questa mattina mi son svegliato. E i ricordi son sempre un po' più vaghi, ma non me ne curo. Per me è tutto normale, non me ne rendo conto.  Sono qui, insieme ad altri vecchi, perché mi hanno detto che devo fare delle analisi, dei controlli e qui possono seguirmi meglio, per ora. A chi mi ha portato qui, i miei figli, si stringeva il cuore in gola in quel momento, lo riuscivo a percepire. Anche a me l'aspettativa non piaceva e incoraggiava; chiedevo sempre fino a quando devo stare. E le risposte erano sempre: ora vediamo. Il tempo di fare quelle analisi li, poi quelle. E vediamo che dicono... Quanti problemi che creo a chi mi sta intorno. E io non me ne accorgo, non lo so; me ne dimentico. La mattina mi vestono, mi aiutano a lavare e poi mi metto a star dietro a quell'infermiera. La seguo così e perchè altrimenti non so che fare. E come fosse un mio punto di riferimento in questo inferno felice; dove la follia umana non ti fa più percepire quello che sei; dove i ricordi…