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Don Chisciotte non era poi così pazzo.

Ho sentito storie di un uomo che andava errando, e tutti gli davano del pazzo. Sarà questo che succede agli uomini che inseguono i loro sogni. Che succede quando ognuno di noi si stabilisce un obiettivo e cerca di raggiungerlo?
A volte si perdono di vista alcune cose; altre se ne coglie perfettamente l'importanza. Correre e combattere contro un mulino sembra folle. In realtà rappresenta molto di più. Voi avreste il coraggio di perseverare sui vostri sogni, anche se intono a voi si alzano schiere di persone che vi chiamano folli?
Vorrei scrivere molto di più, e con molti più significati. In questo momento non trovo le parole.

Per ora, mi sento un po' come lui. Non so contro cosa combatto; ma conosco l'obiettivo.

"E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra, 
cavalier senza paura di una solitaria guerra"
...
"Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha""



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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Le belle fate

Le belle fate
dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
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si nascondono in fondo al mare,
oppure sono in viaggio per la luna
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Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
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che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro
in cerca di lavoro
una streghina piccina picciò,
col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
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“Lasciatemi, vi prego,
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bussato a tutti i portoni,
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