Passa ai contenuti principali

Quindicenne in coma etilico Amici troppo ubriachi per aiutarla

Una festa in spiaggia a Torre Lapillo, in provincia di Lecce. L'alcol, con qualche bicchiere di troppo tra le mani. Infine il malore, con gli amici che, ubriachi anche loro, non si rendono conto della gravità della situazione. Una notte da dimenticare per Annarita, quindicenne napoletana, ricoverata ieri notte per un coma etilico. A soccorrerla e a dare l'allarme è stato un giovane volontario di un'associazione che svolge servizi di prevenzione sulle strade. La ragazza ora sta bene.

Il soccorritore. "Erano una decina di ragazzini, tra i 15 e i 17 anni, tutti completamente ubriachi, barcollavano e si trascinavano senza forze". E' questa la scena che si è presentata davanti agli occhi di Maurizio Dimitri, bagnino volontario, soccorritore e autista del 118 di Manduria (Taranto), intervenuto la notte di San Lorenzo, sulla spiaggia di Torre Lapillo, vicino Porto Cesareo, per soccorrere la quindicenne napoletana, Annarita, che era in coma etilico dopo aver fatto festa in riva al mare bevendo alcol insieme con gli amici. La ragazzina campana, ricoverata al 'Vito Fazzi' di Lecce, ora sta bene: è stata disintossicata e il pericolo è alle spalle. "La ragazza - racconta Maurizio Dimitri - aveva sabbia dappertutto: nella bocca, nei capelli, nel naso, sul corpo. Era ghiacciata. Non reagiva ma il cuore e il respiro c'erano". "Dagli amici - dice il soccorritore - ho saputo che aveva bevuto almeno mezzo litro di vodka". "Anzi, - aggiunge- mi hanno detto che nel pomeriggio avevano speso 90-100 euro al supermercato per comprare superalcolici e 30 euro per comprare qualcosa da mangiare".

Post popolari in questo blog

Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Io e l'alzheimer

Anche questa mattina mi son svegliato. E i ricordi son sempre un po' più vaghi, ma non me ne curo. Per me è tutto normale, non me ne rendo conto.  Sono qui, insieme ad altri vecchi, perché mi hanno detto che devo fare delle analisi, dei controlli e qui possono seguirmi meglio, per ora. A chi mi ha portato qui, i miei figli, si stringeva il cuore in gola in quel momento, lo riuscivo a percepire. Anche a me l'aspettativa non piaceva e incoraggiava; chiedevo sempre fino a quando devo stare. E le risposte erano sempre: ora vediamo. Il tempo di fare quelle analisi li, poi quelle. E vediamo che dicono... Quanti problemi che creo a chi mi sta intorno. E io non me ne accorgo, non lo so; me ne dimentico. La mattina mi vestono, mi aiutano a lavare e poi mi metto a star dietro a quell'infermiera. La seguo così e perchè altrimenti non so che fare. E come fosse un mio punto di riferimento in questo inferno felice; dove la follia umana non ti fa più percepire quello che sei; dove i ricordi…