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momenti un po' così

Certe volte proprio non capisco che cavolo faccio. Perchè è cosi difficile comportarsi. 
Prima o poi dovrò riuscire a metter gli altri un passo indietro alle mie scelte; a non dover pensare prima a loro e poi a me. Forse per rispetto? Tendo ad essere troppo accondiscendente e ben disposto verso gli altri. E poi quel che me ne rimane, è poco o niente. E quando non è così, gli altri hanno la precedenza su quello che dovrei fare io. Come mai ci si ritrova in certe spirali? Sembra che tutti i  comportamenti che ci circondano siano stereotipati; un po' come se qualcuno dicesse: dimmi chi sei, ti dirò come si comportano gli altri con te, e viceversa.
C'è chi non vede le proprie responsabilità. Chi non le vuole vedere. Chi le vede e ne prende più di quanto dovrebbe. La via di mezzo, credo sia una razza in estinzione. Mi guardo a quel che dovrebbe esser il domani, e vedo irresponsabilità; talmente avanzata che ormai anche in quel che era ieri si è così diffusa che sembra di viver in un centro di caos permanente. E alle volte mi sembra di esser io quel centro. In cui tutte le forze si concentrano. In cui tutte le forze si annullano. Tutto e niente. Tutto e il contrario di tutto.
Prima o poi qualcosa cambierà. Forse quel giorno avrò altre responsabilità. Chissà come le affronterò: perchè  le affronterò.

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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Le belle fate

Le belle fate
dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
Io dico che sono scappate:
si nascondono in fondo al mare,
oppure sono in viaggio per la luna
in cerca di fortuna.
Ma che cosa potevano fare?
Erano disoccupate!
Nessuno le voleva ascoltare.
Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
nel castello diroccato ad aspettare
che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro
in cerca di lavoro
una streghina piccina picciò,
col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata?
Avremo un impiego?”
“Lasciatemi, vi prego,
lasciatemi respirare,
sono tutta affannata…”
“Ma com’è andata?”
“Male!
C’è una crisi generale.
Ho salito tutte le scale,
bussato a tutti i portoni,
mendicato sui bastioni,
e dappertutto mi hanno risposto
che per noi non c’è posto.
Vi dico, una cosa seria,
altro che storie!
Fame, freddo, miseria…
La gente ha un sacco di guai:
i debiti, le tas…