Passa ai contenuti principali

Lunaticamente

L'altro giorno ero in macchina e non so come mi sono messo a pensare al primo allunaggio da parte degli americani; e di colpo mi son venute in mente le polemiche, e tutte le storie su un possibile falso. Una delle più grandi cazzate della storia dell'umanità. E poi ad avallare tutto ciò è venuta anche la considerazione che, se volessero, e l'avessero già fatto, perché non rifarlo almeno un'altra volta? Gli stati uniti non si sono mai limitati ad un unico caso in qualunque cosa abbiano mai fatto. Hanno almeno dovuto riuscirci una seconda volta come minimo. Da qui, le mie perplessità. Tanto più che poi, chissà perché si son fermati tutti con questa corsa alla luna.  Da allora si limitano a mandare satelliti, o supercostosissime tecnologie di immagazzinamento dati e fenomeni. L'umanità è rimasta confinata su qualche stazione spaziale, appena fuori l'atmosfera terrestre. E quelle colonie su terreno lunare che vedevo nei cartoni che fine hanno fatto? E perché qualche megamiliardario può farsi un giretto nello spazio, fino alla suddetta stazione, ma non arrivare fin sulla luna? Tanto già che paga...

Post popolari in questo blog

Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Io e l'alzheimer

Anche questa mattina mi son svegliato. E i ricordi son sempre un po' più vaghi, ma non me ne curo. Per me è tutto normale, non me ne rendo conto.  Sono qui, insieme ad altri vecchi, perché mi hanno detto che devo fare delle analisi, dei controlli e qui possono seguirmi meglio, per ora. A chi mi ha portato qui, i miei figli, si stringeva il cuore in gola in quel momento, lo riuscivo a percepire. Anche a me l'aspettativa non piaceva e incoraggiava; chiedevo sempre fino a quando devo stare. E le risposte erano sempre: ora vediamo. Il tempo di fare quelle analisi li, poi quelle. E vediamo che dicono... Quanti problemi che creo a chi mi sta intorno. E io non me ne accorgo, non lo so; me ne dimentico. La mattina mi vestono, mi aiutano a lavare e poi mi metto a star dietro a quell'infermiera. La seguo così e perchè altrimenti non so che fare. E come fosse un mio punto di riferimento in questo inferno felice; dove la follia umana non ti fa più percepire quello che sei; dove i ricordi…