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e poi i cartoni fanno male...


C'era una volta un bimbo. Se ne stava un po' indifferente a passar le giornate tra scuola e casa; per lo più nel tempo libero guardando i cartoni. Cosa in particolare? Robot e simili...

Era tanto preso nel vedere tutte quelle basi spaziali supertegnologiche, e super nascoste, con tanti passaggi segreti per far uscire il robot senza esser visto da nessuno. Quante storie. E insomma certe sere, se ne andava a letto, e continuava a giocare. Con le mani mimava gli hangar, le faceva uscire dalle coperte, per poi rimetterli sotto al coscino. Viaggiava così con la mente. Finché crollava senza nemmeno rendersene conto.
Un po' come Lisa Simpson quando mette il suo dente nella coca-cola e creò la vita.. hahahhaha

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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Io e l'alzheimer

Anche questa mattina mi son svegliato. E i ricordi son sempre un po' più vaghi, ma non me ne curo. Per me è tutto normale, non me ne rendo conto.  Sono qui, insieme ad altri vecchi, perché mi hanno detto che devo fare delle analisi, dei controlli e qui possono seguirmi meglio, per ora. A chi mi ha portato qui, i miei figli, si stringeva il cuore in gola in quel momento, lo riuscivo a percepire. Anche a me l'aspettativa non piaceva e incoraggiava; chiedevo sempre fino a quando devo stare. E le risposte erano sempre: ora vediamo. Il tempo di fare quelle analisi li, poi quelle. E vediamo che dicono... Quanti problemi che creo a chi mi sta intorno. E io non me ne accorgo, non lo so; me ne dimentico. La mattina mi vestono, mi aiutano a lavare e poi mi metto a star dietro a quell'infermiera. La seguo così e perchè altrimenti non so che fare. E come fosse un mio punto di riferimento in questo inferno felice; dove la follia umana non ti fa più percepire quello che sei; dove i ricordi…