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Coccodrillo affamato

Un bel giorno, Peter Pan decise di invitare Wendy a cena e con l'occasione le presenterà i suoi genitori! Incredibile eh. La ragazza era emozionatissima, poi per com'è lei, si faceva mille problemi per apparire al meglio e per la serata si preoccupò di portare anche un bel cesto. Infatti, Peter si era deciso proprio in prossimità del capodanno, e Wendy ancora più tesa per questo. Lui, volando qua e la, andò a prenderla, una spruzzatina di polvere magica e via, verso casa. Arrivati, lei consegna alla madre il prezioso dono; non mica per i soldi certo, quanto per il pensiero. Cosa accadde allora? Che la signora esclamò: "Certo che hai proprio soldi da buttare eh"!!!
La faccia di Wendy cambiò completamente fisionomia, e potete benissimo immaginare. Come vi sentireste voi ad una risposta del genere? Poi la cena è continuata un po' tra sguardi storti, un altro po' di indifferenza, e qualche tentativo di riscaldare l'atmosfera, ma lei ormai aveva preso il colpo. Certo son cose che non si dimenticano :P Poverina! E come non bastasse, Peter da mammone sconosciuto, difese la madre. Hahahahha Insomma se lui un giorno ha preso e s'è fatto un bel volo dalla finestra ci sarà stato qualche motivo!!!!
Chissà quante ne ha passate Wendy! Lo scopriremo nelle prossime puntate :D

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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Io e l'alzheimer

Anche questa mattina mi son svegliato. E i ricordi son sempre un po' più vaghi, ma non me ne curo. Per me è tutto normale, non me ne rendo conto.  Sono qui, insieme ad altri vecchi, perché mi hanno detto che devo fare delle analisi, dei controlli e qui possono seguirmi meglio, per ora. A chi mi ha portato qui, i miei figli, si stringeva il cuore in gola in quel momento, lo riuscivo a percepire. Anche a me l'aspettativa non piaceva e incoraggiava; chiedevo sempre fino a quando devo stare. E le risposte erano sempre: ora vediamo. Il tempo di fare quelle analisi li, poi quelle. E vediamo che dicono... Quanti problemi che creo a chi mi sta intorno. E io non me ne accorgo, non lo so; me ne dimentico. La mattina mi vestono, mi aiutano a lavare e poi mi metto a star dietro a quell'infermiera. La seguo così e perchè altrimenti non so che fare. E come fosse un mio punto di riferimento in questo inferno felice; dove la follia umana non ti fa più percepire quello che sei; dove i ricordi…