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Inconsistente inconsapevolezza di sè: fragilità mentali.



Leggo frasi, appelli; un po' di tutto. La giornata favorisce certe cose.
Resto un attimo interdetto a vedere però che si pensa alla morte come qualcosa di così lontano; alla fragilità umana così irreale. Sarà che tutti i giorni ci sentiamo invincibili. Pensiamo di poter controllare qualsiasi cosa, fregandocene per lo più delle conseguenze o di ciò che sconsideratamente facciamo. Benché le cose capitino tutti i giorni, ce ne accorgiamo e le sentiamo, solo quando la nostra pelle ne mostra le ferite e gli occhi le lacrime.
Non siamo immortali. Ci sono persone che andando ad esempio a lavoro, perdono la vita o su un cantiere, o per strada, ecc; Spesso si sente dire che non doveva accadere. Che non è giusto. Non se lo meritava.
La morte non la meriti. Arriva e basta. Non ci puoi fare nulla. Accettala e continua quel che ti resta della tua vita. Non potrai cambiare mai quello che è successo. Piangi se ti fa sentire meglio. Ma rassegnati.
Posso solo chiederti di ricordare che non c'è un momento buono o giusto o meritato per morire. Succede.
Il fatto che avvenga per motivi e cause che non prendi in considerazione, mette solo in luce la limitata visione di te stesso e di ciò che ti circonda. Se molti stessero attenti alla guida, o qualcuno rispettasse le norme di sicurezza sul lavoro, ma questo principalmente da noi, o se si facesse qualcosa per fermare i milioni di morti al giorno per fame, sete e malattie... Il mondo sarebbe migliore. La morte comunque rimarrebbe.
Perderai i legami con questa terra; ti sentirai perso; dovrai trovare un modo per reagire, o sprofonderai in un abisso che ti inghiottirà; e non prendertela poi se chi ti sta intorno sentirà questa pressione opprimente e non vorrà perire con te.

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