Passa ai contenuti principali

Lacrime di pioggia

Più mi sforzo di cercare di dare un legame ai miei pensieri, più essi si assottigliano, diventano sconnessi, perdono unità.
Eppure sembrano essere così collegati, così uniti; ma non riesco proprio. Prima o poi, tutto troverà il suo ordine, ma intanto, che difficoltà. Si viene e si va, comunque ballando.
Leggo alcune cose sui castelli di sabbia, e guarda caso oggi, un altro crolla. Amen.

La tela torna chiara. Si cerca di cambiare foglio. Sembra un movimento così semplice, che in realtà richiede molto...

E la pagina successiva è proprio li che aspetta. Quindi, continua ad aspettare. Prima o poi qualcosa scriverò. Farò.
Almeno oggi c'è un po' di sole; vorrei esser capace di assorbirlo. Vorrei essere una cellula fotovoltaica! Con un piccolo accumulatore...Insomma, vorrei andare a energia solare.
Immagini; nella mente. Flash. Qualsiasi cosa. Tutto dentro come un frullatore. Quale sarà il risultato? Na schifezza secondo me. Che rimane pur sempre un risultato. 

Post popolari in questo blog

Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Le belle fate

Le belle fate
dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
Io dico che sono scappate:
si nascondono in fondo al mare,
oppure sono in viaggio per la luna
in cerca di fortuna.
Ma che cosa potevano fare?
Erano disoccupate!
Nessuno le voleva ascoltare.
Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
nel castello diroccato ad aspettare
che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro
in cerca di lavoro
una streghina piccina picciò,
col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata?
Avremo un impiego?”
“Lasciatemi, vi prego,
lasciatemi respirare,
sono tutta affannata…”
“Ma com’è andata?”
“Male!
C’è una crisi generale.
Ho salito tutte le scale,
bussato a tutti i portoni,
mendicato sui bastioni,
e dappertutto mi hanno risposto
che per noi non c’è posto.
Vi dico, una cosa seria,
altro che storie!
Fame, freddo, miseria…
La gente ha un sacco di guai:
i debiti, le tas…