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Dov'è la stele di rosetta dei miei pensieri...

Dormendo, alle volte abbiamo dei pensieri. Se ci piacciono, li chiamiamo sogni; altrimenti incubi.
Ma da cosa dipende? Voglio dire, di solito, campi fioriti, persone che corrono, ridono, giocano e si divertono è un prototipo di sogno. Ma se, io mi esaltassi vedendo la sofferenza altrui?Se mi rende sereno errare per cimiteri a guardar lacrime? Allora se avessi fatto un pensiero nel sonno, carico di questi elementi, lo definirei sogno anch'esso, e non incubo.
Per costruire una prospettiva centrale è necessario un punto di fuga, e due fuochi; e una linea d'orizzonte.
Ogni elemento rende il risultato variabile. Quindi, cosa sogni?


Analogamente, quando parlo, difficilmente chi ascolta, mi capirà. Così come chi legge. Infatti, chi si relaziona con un'altra persona, lo fa in base alle proprie categorie dell'intelletto. Quindi se io provo a spiegarti una determinata scelta che farei, e tu controbatti, lo fai in base a tuoi personali criteri. Non prendi in considerazione i miei. Questo è il primo grosso sbaglio, col quale mostri di non comprendere. Secondo, spari consigli e alternative, non pensando che magari le abbia già vagliate e scartate...

Non puoi partire dalla conclusione di un ragionamento e risalirne alle ragioni che la provocano; principalmente perché non ci riesco nemmeno io con me stesso. Ma qui sto già prendendo in considerazione l'ipotesi, remota, che comprenderai. Il che è quasi impossibile. Perché continuerai ad aggrapparti alla tua stupida e inutile logica che non ha nulla a che fare con me. Insisterai, ancora. E ancora. Testardamente. Perdendo di vista i cardini del mio discorso, concentrandoti solo suoi tuoi egoismi psicologici.
Quindi non meravigliarti se d'improvviso, evitando tutto questo, ti risponderò che hai ragione, ecc. Ma alla fine ti ignorerò. Per arrivar fino a che punto? Le possibilità della mente umana sono infinite. E sarà sogno o incubo? Distingui. 

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