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déjà revé

Stanotte ho fatto un sogno. Sapete, alle volte mi capita di svegliarmi e pensare che quelle strane idee mi fossero già venute altre volte, magari tanti tanti anni fa. Eppure quando li riprendo, sembrano l'esatto continuo, o l'evidenziare altri particolari, altre sfaccettature; come se fosse cambiata qualche variabile dipendente che modifica anche le ripercussioni sul resto della visione..
Come un viaggio nel passato per modificare un frammento che modifica il presente e stravolge il futuro.
Mi trovavo a seguire un percorso, come fosse un museo, all'interno di una cavità rocciosa; a tratti ben illuminata, non c'era nessuno in quel momento, ma sentivo che in altri momenti fosse pieno di persone, o anime.
Sensazioni strane in quel luogo della mente. 
Ogni tanto ai lati vedo strani oggetti, che non riesco a distinguere, o non lo ricordo. Qualche stanza, ma senza porte. Alcune mi sembrano stanze di tortura. Vedendone una, ho come un flash; mi sembra che li, in una vasca piena d'acqua salata, quasi salamoia, e vi immergevano teste, costringendo alcuni individui ad aprire gli occhi, sentire quel bruciore scenderti dentro come fossero gocce.
Ma continuo a camminare, il mio tour. Ad un certo punto mi ritrovo in una specie di atrio, c'è un'apertura luminosa. A lato, vedo mio padre, più giovane di qualche anno, quasi adolescente. Stava li ad aspettarmi, come se avesse voluto mostrarmi una qualche lezione di vita. Soddisfatto e sorridente mi dice di andare un pò più in la, verso la luce. Ci sono altre cose che vorrebbe farmi vedere.
E io me ne rimango un pò spaesato e frastornato. Prima di svegliarmi e pensare: cazzo ma quel giro l'avevo già fatto...

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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Le belle fate

Le belle fate
dove saranno andate?
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oppure sono in viaggio per la luna
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Girava il mondo per loro
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col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata?
Avremo un impiego?”
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lasciatemi respirare,
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“Male!
C’è una crisi generale.
Ho salito tutte le scale,
bussato a tutti i portoni,
mendicato sui bastioni,
e dappertutto mi hanno risposto
che per noi non c’è posto.
Vi dico, una cosa seria,
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