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déjà revé

Stanotte ho fatto un sogno. Sapete, alle volte mi capita di svegliarmi e pensare che quelle strane idee mi fossero già venute altre volte, magari tanti tanti anni fa. Eppure quando li riprendo, sembrano l'esatto continuo, o l'evidenziare altri particolari, altre sfaccettature; come se fosse cambiata qualche variabile dipendente che modifica anche le ripercussioni sul resto della visione..
Come un viaggio nel passato per modificare un frammento che modifica il presente e stravolge il futuro.
Mi trovavo a seguire un percorso, come fosse un museo, all'interno di una cavità rocciosa; a tratti ben illuminata, non c'era nessuno in quel momento, ma sentivo che in altri momenti fosse pieno di persone, o anime.
Sensazioni strane in quel luogo della mente. 
Ogni tanto ai lati vedo strani oggetti, che non riesco a distinguere, o non lo ricordo. Qualche stanza, ma senza porte. Alcune mi sembrano stanze di tortura. Vedendone una, ho come un flash; mi sembra che li, in una vasca piena d'acqua salata, quasi salamoia, e vi immergevano teste, costringendo alcuni individui ad aprire gli occhi, sentire quel bruciore scenderti dentro come fossero gocce.
Ma continuo a camminare, il mio tour. Ad un certo punto mi ritrovo in una specie di atrio, c'è un'apertura luminosa. A lato, vedo mio padre, più giovane di qualche anno, quasi adolescente. Stava li ad aspettarmi, come se avesse voluto mostrarmi una qualche lezione di vita. Soddisfatto e sorridente mi dice di andare un pò più in la, verso la luce. Ci sono altre cose che vorrebbe farmi vedere.
E io me ne rimango un pò spaesato e frastornato. Prima di svegliarmi e pensare: cazzo ma quel giro l'avevo già fatto...

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Miopie

Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale! 
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida! 
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio... (Cit.)


Pensieri di diverso tempo fa, ormai. Nemmeno a farlo di proposito, ho perfino tolto gli occhiali...
Strane concatenazioni ci riserva la vita; ed il mondo appare una fisarmonica, a volte così grande e sconfinata, altre così piccolo da sembrare un condominio di tre piani.
E' tutto senza un'apparente e fondato motivo o pensiero logico. Eppure, così è se mi pare.


(momenti di indicibili sentimenti, Roma. Villa Pamphilj, 04/2017)

Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Strade troppo strette e diritte...Per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po'

Ci han concesso solo una vita Soddisfatti o no qua non rimborsano mai E calendari a chiederci se stiamo prendendo abbastanza abbastanza Se per ogni sbaglio avessi mille lire Che vecchiaia che passerei Strade troppo strette e diritte Per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po' Che andare va bene pero' A volte serve un motivo, un motivo Certi giorni ci chiediamo e' tutto qui? E la risposta e' sempre si' Non e' tempo per noi che non ci svegliamo mai Abbiam sogni pero' troppo grandi e belli sai Belli o brutti abbiam facce che pero' non cambian mai Non e' tempo per noi e forse non lo sara' mai Se un bel giorno passi di qua lasciati amare e poi scordati svelta di me che quel giorno e' gia' buono per amare qualchedun'altro qualche altro dicono che noi ci stiamo buttando via ma siam bravi a raccoglierci. Non e' tempo per noi che non ci adeguiamo mai Fuorimoda, fuoriposto, insomma sempre fuori dai Abbiam donne pazienti rassegnate a…