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all'otto m'arzo

Nell'antica gracia, culla della cultura a cui più volte il nostro mondo ha resettato le lancette del tempo, cominciò a svilupparsi l'esigenza di consacrare feste alle divinità. [il termine indica gioia pubblica, giubilo, baldoria. Con la stessa valenza veniva utilizzato feri-ae come astinenza dal lavoro in onore degli dèi]
In queste circostanze nacque l'esigenza, o per la semplice fastosità del momento o per l'uso comune derivante dall'abitudine a veder scorrer sangue, di ringraziare ed ingraziarsi gli dèi mediante sacrifici. non da ultimo alcuni riproposti anche dalla bibbia in epoche diverse.
Perché questo? L'uomo si sollazza col gusto del macabro. Nel veder fiotti di vermiglio. Oggi cos'è rimasto? Festeggiare una liberazione nazionale, esaltarsi scordando che milioni di persone son morte per quelle stupidaggini; a volte anche per stupidi litigi tra un re e un parente! Si è sempre giocato con la vita delle persone. Il macabro viene alla fine, quando si fa festa.
La libertà raggiunta ad esempio, è un diletto di chi ha conseguito quel traguardo, non di chi ne godrà dimenticandosi o non conoscendo affatto determinato sforzi. Ad esempio, non italiani non abbiamo mai combattuto per nulla; quello che abbiamo sono state concessioni di chi ci ha conquistato, o governato.
Cosa festeggiate oggi? una carneficina in una fabbrica! La maggioranza di donne che ci son morte. E perché si dovrebbe osannare tutto questo? Per rivendicare diritti delle donne? Conquiste sociali?
Dovreste combattere tutti gli altri giorni! e piangere in quest'unico. Il vero del vostro fallimento.

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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Le belle fate

Le belle fate
dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
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si nascondono in fondo al mare,
oppure sono in viaggio per la luna
in cerca di fortuna.
Ma che cosa potevano fare?
Erano disoccupate!
Nessuno le voleva ascoltare.
Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
nel castello diroccato ad aspettare
che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro
in cerca di lavoro
una streghina piccina picciò,
col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata?
Avremo un impiego?”
“Lasciatemi, vi prego,
lasciatemi respirare,
sono tutta affannata…”
“Ma com’è andata?”
“Male!
C’è una crisi generale.
Ho salito tutte le scale,
bussato a tutti i portoni,
mendicato sui bastioni,
e dappertutto mi hanno risposto
che per noi non c’è posto.
Vi dico, una cosa seria,
altro che storie!
Fame, freddo, miseria…
La gente ha un sacco di guai:
i debiti, le tas…