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Luce soffusa in una stanza, mentre intorno a me è tutto buio

Alla sera una doccia ci vuole. Che tortura è stata quella di poco fa.

Certi pensieri mi assillano e offuscano la mente; sempre quelli, incancellabili.

Che strano sembra che mentre pian piano il mondo si addormenta e si spegne in questo scuro cielo pien di nubi, il mio cervello si sveglia come liberato da quell'intorpidimento quotidiano che stolte e innumerabili menti appesantiscono con le loro facezie. E mi ritrovo a voler uscire da sotto quel getto d'acqua calda che miracolosamente scende sul mio corpo riportando colore alle mie membra. Già, che freddo questi giorni...
Una volta fuori, il vapore porta con se i miei dubbi,ma in realtà vengono solo annebbiati da quella brina ( si, ho il cervello talmente vuoto che condensa! ); mi ritrovo a compiere azioni talmente monotone e meccaniche, che sembra non sia io, consapevolmente, a compierle. Come fossi ubriaco, stordito, o avessi perso l'uso dell'udito, o del tatto. Mi sento estraniato da me stesso. Un rigurgito del mio io. E il phon comincia ad asciugare quei capelli corti; ormai cominciano a spuntare anche due, tre, quattro... capelli bianchi: merda!

Piano piano il mio Io-consapevole riprende il sopravvento, e la volontà di nascondere quei pensieri è nuovamente manifesta. Su, forza: non voglio pensare a voi, e voglio l'alibi di non riuscire a pensarvi.

Dovrei cominciare a mettermi a letto, so già cosa accadrà. Mi concentrerò su altri pensieri. migliori o peggiori? più la seconda credo.

...e vorrei continuare ad andare a 140..da solo...in macchina..con me stesso.
E invece i pensieri vagano, e tutta questa pioggia non riesce a portar via con se le mie pene; sembra quasi deridermi e volermi lasciar con i miei crucci.

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P. Coelho

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Le belle fate
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