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la mia testa arranca colpita dal vento


Oggi son particolarmente stanco, malgrado non abbia fatto gran che, e avendo dormito anche un po' nel pomeriggio... (mi viene in mente: meriggiare pallido e assorto, presso un rovente muro d'orto... )
La stanchezza del far nulla si è impadronità di me. Poi il vento. Continua incessante a sbattere tra le tende del terrazzo mente i lampi condiscono l'atmosfera di queste serate. Tutto questo provoca rumore. Quanto l'oscurità si impossessa di questo nostro emisfero, la notte spero porti sempre quel silenzio che mi manca in alcuni momenti del giorno...
Ci sono attimi di immobilismo, ma il minimo rumore genera in me ansia, nervosismo: perche cavolo devi turbarmi proprio ora? non potevi darmi altri due attimi di pace? cosa ti costava...
Le ombre delle piante si riversano sul pavimento della stanza, qualche mobile scricchiola. Magari capita anche di sentire l'ascensore che si affretta a raggiungere un piano.
Mi avvicino alla finestra. Vedo me stesso semi-riflesso nel vetro..tra le gocce di pioggia. Poi d'un tratto quell'immagine si modifica e assume i contorni delle mie paure, delle mie debolezze, o delle aspettative... Mi guarda e io le chiedo: cosa vedi nei miei occhi? e lei, allegra e spensierata, ma con tono serio e diretto: Smarrimento.
Torno a sdraiarmi sotto il mio bel piumone, che di questi tempi non gusta, consapevole che non riuscirò a dormire. Che mi sveglierò più e più volte, finché al mattino mi dovrò alzare, più stanco di ieri... 

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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Le belle fate

Le belle fate
dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
Io dico che sono scappate:
si nascondono in fondo al mare,
oppure sono in viaggio per la luna
in cerca di fortuna.
Ma che cosa potevano fare?
Erano disoccupate!
Nessuno le voleva ascoltare.
Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
nel castello diroccato ad aspettare
che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro
in cerca di lavoro
una streghina piccina picciò,
col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata?
Avremo un impiego?”
“Lasciatemi, vi prego,
lasciatemi respirare,
sono tutta affannata…”
“Ma com’è andata?”
“Male!
C’è una crisi generale.
Ho salito tutte le scale,
bussato a tutti i portoni,
mendicato sui bastioni,
e dappertutto mi hanno risposto
che per noi non c’è posto.
Vi dico, una cosa seria,
altro che storie!
Fame, freddo, miseria…
La gente ha un sacco di guai:
i debiti, le tas…