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Gli uomini temono la morte come i bambini temono il buio; e come quella paura naturale nei bambini è accresciuta da fole e racconti, così è dell'altra

Svegliarmi di soprassalto nel cuore della notte. Prendo l'orologio, mezzanotte meno cinque. Inspiegabilmente la mente comincia ad affollarsi di pensieri che tornano aggalla dal profondo del vuoto che ho dentro, come risalissero quel precipizio in cui li avevo gettati, per nascondere quell'infinita paura che atterrisce e sconvolge mente e corpo.
Guardar fuori dalla finestra la sconfinata dimensione del cielo; e sentirsi mancare il fiato. Sdraiato, guardo il soffitto, sento la pesantezza di ogni respiro, le membra stanche... e pensare che un giorno non le sentirò più..
Mi addormenterò e non verdò più quella luce del sole tanto calda e sorridente.
E cosa accadrà? Perche sperare in qualcuno che accoglierà la tua anima? per conforto? no, non fa per me.
Perche è così difficile convivere con la consapevolezza che nulla sarà? Polvere eravamo, e polvere torneremo. Concime? Il nulla. Perche aggrapparsi ad una futile e inutile speranza, in cosa? Solo fragilità da arginare; esseri umani insulsi che temono il loro destino.
Cosa sentivamo prima di venire al mondo? Nulla. E perche dovrebbe esser diverso quando moriremo?
Il mondo continuerà il suo continuo dolce mutare. E noi non ne faremo parte. E se consideriamo la fugace esistenza umana, nemmeno la nostra "vita" ha poi tutto quel senso intelligibile che noi le diamo.
Angoscia, impotenza, inutilità. Tutto questo mi paralizza. Il cuore palpita, ha coscienza di se.
E sembra di impazzire, cosa fare? calmarsi e attender l'inevitabile. Non abbiamo scelta, su questo no. Al massimo sul "come" .
Mezzanotte. L'ora delle streghe. Meglio cercare di dormire, dopo un piccolo raid nel frigo e... tornare nella piccola bara...
Due ragioni mi hanno sempre reso simpatica la cremazione: la prima è che adoro il caldo; la seconda, la prospettiva di fregare i vermi.

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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Le belle fate

Le belle fate
dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
Io dico che sono scappate:
si nascondono in fondo al mare,
oppure sono in viaggio per la luna
in cerca di fortuna.
Ma che cosa potevano fare?
Erano disoccupate!
Nessuno le voleva ascoltare.
Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
nel castello diroccato ad aspettare
che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro
in cerca di lavoro
una streghina piccina picciò,
col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata?
Avremo un impiego?”
“Lasciatemi, vi prego,
lasciatemi respirare,
sono tutta affannata…”
“Ma com’è andata?”
“Male!
C’è una crisi generale.
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bussato a tutti i portoni,
mendicato sui bastioni,
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che per noi non c’è posto.
Vi dico, una cosa seria,
altro che storie!
Fame, freddo, miseria…
La gente ha un sacco di guai:
i debiti, le tas…