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Annegando...

Rifletti sul tuo respiro; si ti sembra assurdo, senti viva l'aria che dal naso arriva fin nei polmoni. 
Adesso immagina due tubicini trasparenti, simili a cannucce di coca-cola.
E infine...prova ad immaginarti circondato d'acqua, sospeso; e piano piano vieni calato al suo interno.
Ora sei completamente immerso nell'acuqa. Cosa pensi? oddio, devo trattenere il respiro! fin quando?
E se lasciasi che questo fluido mi penetri nel corpo?posso respirarla?
Ti senti scoppiare il petto, non resisti più. 
Ritornando a quelle cannucce, immagina che esse siano le tue narici, e ora l'acqua sta entrando dentro di esse. Cosa senti? piano piano, ogni secondo, un centimetro del tuo corpo si riempie di una goccia d'acqua in più. E tu la senti, ti pervade, la respiri, senti che ti strozza, che ti colma e ti fa mancare davvero il fiato, e più tenti di respirare, piu senti cemento dentro di te; la tua bocca si apre e la tua testa ti fa impazire con ragionamenti inutili, facendoti passare la vita davanti... o solamente gli ultimi istanti che avevi intorno.
L'unica cosa che la tua mente ripete spasmodicamente, sfiorando l'isteria e la pazzia è: non voglio morire!
Infine..ti lasci sprofondare nelle viscere della terra, lasciando decomporre te stesso tra le onde del mare...

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Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei

E' importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino. Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte, si vince; a volte, si perde. Non aspettarti che qualcuno ti restituisca qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perche quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

P. Coelho

Le belle fate

Le belle fate
dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
Io dico che sono scappate:
si nascondono in fondo al mare,
oppure sono in viaggio per la luna
in cerca di fortuna.
Ma che cosa potevano fare?
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Nessuno le voleva ascoltare.
Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
nel castello diroccato ad aspettare
che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro
in cerca di lavoro
una streghina piccina picciò,
col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata?
Avremo un impiego?”
“Lasciatemi, vi prego,
lasciatemi respirare,
sono tutta affannata…”
“Ma com’è andata?”
“Male!
C’è una crisi generale.
Ho salito tutte le scale,
bussato a tutti i portoni,
mendicato sui bastioni,
e dappertutto mi hanno risposto
che per noi non c’è posto.
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altro che storie!
Fame, freddo, miseria…
La gente ha un sacco di guai:
i debiti, le tas…